Come affrontare una perfetta selezione

Come affrontare una perfetta selezione? Come fare un colloquio di lavoro vincente? Questa è una domanda che molti si fanno, consapevoli dell’importanza di quel momento.

La prima cosa di cui bisogna avere piena consapevolezza è il fatto che un colloquio di lavoro è come un appuntamento, ed anzi, tutta la ricerca essere pensata metaforicamente come un corteggiamento.

Come tutti i primi appuntamenti, il colloquio crea ansia a chi lo deve sostenere (ebbene sì, spesso anche i selezionatori sono ansiosi all’idea di affrontare un colloquio di selezione), e che ciò che avverrà in quell’incontro sarà determinante per proseguire di quella “relazione”.

Il lavoro può piacerti, ma non sempre facile spiegarsi adeguatamente, far capire ed apprezzare dell’interlocutore, un selezionatore che nella testa ha una sola domanda: “ questa persona potrà essermi utile in qualche modo?”

Un colloquio di lavoro spesso è come una recita, e come tutte le messe in scena è necessario arrivarci preparato. Bisogna aver studiato la parte, conoscere le battute, sapere cosa dire e come dirlo. e per fare questo è necessario attrezzarsi prima di andare al colloquio studiando gli argomenti da trattare sia ragionando su quali potrebbero essere le esigenze del nostro interlocutore.

L’ intervistatore nella testa avrà le necessità dell’azienda, i bisogno che devono essere soddisfatto da questa nuova persona che deve arrivare, e tutte le domande che farà saranno ragionate per avere delle risposte che gli consentono di capire se chi ha di fronte può o meno risolvere il problema.
Ricordati sempre che tutta la tua esperienza, tutta la tua competenza e tutto ciò che sai fare non saranno sufficienti se non sarai in grado di raccontarle adeguatamente nel modo in cui l’intervistatore le desidera ascoltare.

Fondamentale prima di un colloquio

  1. Studiare l’azienda, scoprire chi sono, cosa producono e quali potrebbero essere le loro esigenze
  2. Capire qual è la posizione per cui si viene convocato a colloquio. La posizione di cosa si occupa’ Quali sono le principali responsabilità? Quali le esperienze e le competenze richieste? Che caratteristiche personali si devono possedere per poterla ricoprire?
  3. Prepararsi una breve descrizione di se stesso. Spesso la prima domanda è “mi parli di sé”. È utile cercare di descriversi con meno di 30 parole, focalizzando l’attenzione sugli aspetti che sono i tuoi punti di forza.
  4. Prepararsi a casa la scaletta degli argomenti da esporre. quali sono gli argomenti di cui parlare? Quali è meglio evitare?
  5. Per ciascuno dei punti della scaletta evidenziare delle specifiche esperienze, fatti concreti da raccontare che indichino quali competenze si possiede.
  6. Prepararsi gli abiti da indossare al colloquio, cercando di essere professionale, ma non troppo formale sportivo
  7. Preparare e organizzare tutti i materiali e i documenti che da portare a colloquio, controllando di non aver dimenticato nulla
  8. Studiare il percorso da fare per arrivare a colloquio. Perdersi o arrivare in ritardo non aiutano a fare bella figura, e creano pensioni inutili prima di un colloquio

Fondamentale durante il colloquio

  1. Rimanere concentrati sulle domande, cercando di capire quale sia il problema che l’interlocutore si pone
  2. Parlare in modo chiaro, con un linguaggio comprensibile all’interlocutore, ed usando per quanto possibile gli esempi preparati.
  3. Cercare di focalizzare le risposte sulle soluzioni che si possono offrire, e non sui problemi che si individuano

Fondamentale dopo il colloquio

  1. Scrivere un riassunto di ciò che è stato detto. Sarà un buon promemoria per un eventuale secondo colloquio
  2. Segnare tutte le domande che  hanno messo in imbarazzo, a cui non si è saputo dare una risposta, la cui risposta non ti è piaciuta. Compito importante sarà preparare delle risposte per tali domande, in modo da non avere nuovamente gli stessi problemi
  3. Preparare una lettera di ringraziamento per il tempo concesso e l’attenzione prestata, da inviare al proprio intervistatore
  4. Non fermarsi, e continuare ad inviare curriculum sulla base del piano di lavoro della propria ricerca.

 

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