L’importanza di una meta

L’importanza di una meta, dell’avere un obiettivo da perseguire, è oramai considerato l’aspetto fondamentale per garantire motivazione e capacità di sopportazione delle difficoltà e dello stress.

Come sostiene Trabucchi (2007), psicologo che si occupa da molti anni di supportare alcuni dei principali atleti italiani, non solo l’uomo è nato per soffrire, ma ha anche tutti i mezzi per resistere adeguatamente allo stress ed alla sofferenza. Ed anzi, in questo campo è spesso molto più forte di quanto comunemente si creda. “Generazione dopo generazione, l’evoluzione ha modellato i nostri progenitori perché fronteggiassero efficacemente ogni sorta di ostacolo o di problema.” (Trabucchi, 2007).

Nonostante ciò, l’odierna società ci spinge a considerare il dolore, la sofferenza, lo stress come elementi esterni della nostra vita, elementi nocivi che vanno allontanati velocemente. Senza voler fare l’apologia del dolore, immaginare una vita senza stress è fondamentalmente un ossimoro, essendo lo stress (con il suo correlato di emozioni e sensazioni negative) parte integrante della vita di ciascuno di noi.

È proprio l’essere immersi costantemente in un ambiente possibile fonte di stress, che l’evoluzione ci ha portato a sviluppare la Resilienza, la capacità di adattarsi alle situazioni stressanti, superandole, competenza in parte innata ed in parte sviluppabile.

Nessuno di noi è vittima passiva degli eventi stressanti. Ciascuno di noi reagisce (o subisce) questi eventi sulla base dell’interpretazione che ne viene data. È la famosa teoria del “bicchiere mezzo vuoto: dare un’interpretazione positiva di un evento, considerare un evento come un’opportunità, preparerà fisiologicamente e psicologicamente l’organismo a sopportare eventuali problemi, e a garantire una scorta di resistenza e sopportazione maggiore, rispetto alla considerazione negativa, da evento traumatico.

Per farla breve, la sensibilità allo stress dipende strettamente da quella che gli psicologi chiamano «valutazione cognitiva». Con il termine «interpretazione o valutazione cognitiva» si sottolinea il fatto che ognuno di noi filtra e seleziona gli stimoli che riceve dall’esterno, accettando e «inserendo nel proprio computer cerebrale» soltanto quelli che ritiene utili o importanti. La realtà oggettiva esiste eccome, ma noi non viviamo nel suo mondo: la nostra esistenza si svolge in un mondo che è una «costruzione», un’interpretazione effettuata a partire dal reale.” (Trabucchi, 2007).

Se la resilienza psicologica è la capacità di persistere nel perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino, si comprende come l’avere un obiettivo, una meta sfidante sia essenziale.

L’obiettivo diventa fattore scatenante l’azione, la benzina motivazionale dell’azione, ma anche il fattore anticipatore degli stress potenziali, la dimensione psicologica che consente di inquadrare in una cornice più ampia gli specifici eventi dolorosi. Sapere che sopportare la sofferenza, fisica o psicologica che sia, porterà a raggiungere il proprio sogno, permette di gestirla meglio, di darle una rilevanza inferiore, di attivare risorse supplementari per sopportarla meglio. Non tutti gli obiettivi permettono di raggiungere tale scopo.

Affinché un obiettivo possa considerarsi adatto a svolgere tale ruolo deve possedere alcune specifiche caratteristiche, che vengono spesso rappresentate con l’acronimo S.M.A.R.T.E.R.

L’importanza di essere S.M.A.R.T.E.R.

Affinché un obiettivo sia ritenuto tale, deve soddisfare 7 caratteristiche, che vengono generalmente ricordate con l’acronimo S.M.A.R.T.E.R. (Specific-Measurable-Achievable-Realistic-TimeBased-Exciting-Recorded).

Vediamo a cosa corrisponde ciascuna dimensione.

1) Specific: obiettivi Specifici sono precisi e chiare, piuttosto che troppo ampi o ambigui. Essi devono rispondere a domande come: chi è coinvolto, che cosa voglio realizzare, dove questa cosa deve essere fatto, quando dovrebbe essere fatto. Per esempio, “Andare in palestra e allenarmi 3 volte alla settimana”, rispetto a “mettersi in forma.”.

2) Measurable: Obiettivi misurabili sono quantificabili: in altre parole, è possibile stabilire criteri concreti e precisi, per misurare i progressi verso il raggiungimento di ogni obiettivo. Vuol dire che l’obiettivo deve essere in grado di rispondere a domande come: quanto, dopo quanto, come faccio a sapere quando è compiuto?

3) Achievable: Obiettivi raggiungibili / ottenibili rispettano la prova del buon senso, che un cambiamento nelle pratiche o comportamenti attuali richiedono per essere realizzabili. Capire cosa è necessario sviluppare, modificare, eliminare in termini di atteggiamenti, abilità, competenze e capacità finanziarie, per raggiungere gli obiettivi perseguiti, e capire se è possibile farlo.

4) Realistic: Realistici sono quegli obiettivi verso i quali si è attratti e si è disposti a lavorare per raggiungerli.. Un obiettivo può essere sia elevato che realistico, e solo la persona può determinarlo. Un test per verificare il “realismo” è un attento studio per capire cosa è stato un obiettivo coerente o se è solo irragionevolmente ottimistico. È essenziale credere che sia realistico.

5) TimeBased: gli obiettivi devono avere una durata determinata, delle scadente, un punto finale che sia evidenziabile su un calendario. Il fattore tempo, all’interno di un obiettivo, è determinante per fornire il senso di urgenza che aiuta a motivare.

6) Exciting: l’aspetto dell’essere Eccitante sottolinea che l’obiettivo deve provocare entusiasmo ed eccitazione quando verrà conseguito, ma anche che tale effetto si genera al pensare di poterlo realizzare, che lo scatenarsi delle emozioni positive si genera al solo pensarvi.

7) Recorded: ossia Registrato. Ciò sottolinea che è importante che l’impegno a raggiungere un obiettivo vada sottoscritto e opportunamente annotato, in modo che divenga un visibile “contratto” con se stessi e un impegno leggibile.

Come costruire un obiettivo efficacemente

Avere un sogno non è sufficiente. Un sogno è un desiderio che non ha l’obbligo di realizzarsi. Per che un sogno sia motivante, è necessario che diventi un obiettivo. E per farlo è necessario che abbia alcune specifiche caratteristiche.

Ecco alcune domande che possono aiutare a definire un obiettivo ben formato.

  1. Cosa voglio?
  2. Come saprò di aver ottenuto ciò che voglio? Cosa dovrò vedere, ascoltare o sentire per sapere di aver conseguito il mio risultato?
  3. Dove, quando, con chi voglio raggiungere il mio obiettivo?
  4. Di che risorse ho bisogno? Come faccio a procurarmi le risorse che mi mancano?
  5. La realizzazione del mio obiettivo dipende interamente da me, o sono coinvolte altre persone nella sua realizzazione?
  6. In che tempi voglio raggiungere il mio obiettivo?
  7. Qual’è la sequenza delle azioni da compiere per raggiungere all’obiettivo?
  8. Il risultato atteso di ciascuna azione da compiere è definito come un obiettivo specifico?
  9. Quali sono le conseguenze del raggiungere il mio obiettivo?
  10. Chi altri è o sarà coinvolto nel raggiungimento del mio obiettivo?

Bibliografia

Trabucchi P., 2007, Resisto dunque sono, Ed. Il Corbaccio

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